2ndLife. Il progetto di economia circolare spiegato in quattro punti chiave
20 Maggio 2024
- Bioconversione, scarti e sottoprodotti possono essere considerate le parole chiave del progetto 2ndLife che rappresenta il proseguimento del Gruppo Operativo Feeds. Quali i risultati attesi del progetto?
Il progetto si integra nella tematica molto ampia e sempre più attuale del modello agricolo di produzione e consumo della circular economy, avendo come obiettivo principale l’individuazione di fonti protetiche alternative alle attuali nell’alimentazione animale, anche alla luce del recente quadro normativo contemplato dal Reg. CE 2021/1372, che ha esteso l’impiego delle farine di insetti in avicoltura e suinicoltura. In questo ambito, l’intenzione del progetto è di mappare le consistenze, le tipologie e la localizzazione di biomasse composte da scarti e sottoprodotti derivanti da attività agricole, dell’agroindustria e della grande distribuzione organizzata in Toscana, valutando la potenzialità delle matrici più rappresentative per la bioconversione attraverso larve di insetto ai fini della trasformazione in mangimi per uso zootecnico.
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- Scarti e sottoprodotti come materia prima e quindi da considerarsi risorse e non più rifiuti. Come il progetto 2ndLife si colloca in relazione alle tematiche dell’economia circolare.
Il progetto propone un processo che rappresenta una concreta applicazione dei principi dell’economia circolare, andando a colmare una oggettiva carenza di conoscenze sulla disponibilità di scarti e sottoprodotti a livello regionale e valutandone l’utilizzo virtuoso per produrre proteine e grassi ad alto valore nutritivo ad uso zootecnico. Lo stesso frass, considerato un sottoprodotto dell’allevamento di insetti, diviene a sua volta un prodotto da impiegare in agricoltura. Si tenga presente che le aziende agricole, a fronte di produzioni diversificate e di attività di trasformazione dei propri prodotti, si misurano frequentemente con i problemi connessi alla gestione di scarti e sottoprodotti. Le stime fornite da ISPRA (2010) quantificano la produzione nazionale di scarti agricoli in circa 17,7 milioni di tonnellate di sostanza secca. Relativamente agli scarti dell’agroindustria, a titolo puramente esemplificativo, nella sola Toscana essi ammontano a circa 112.575 t di biomassa per anno (stima condotta per l’anno 2007 – ISPRA 2010). È evidente come soltanto la conoscenza di tipologie e consistenze delle biomasse vegetali prodotte possa essere il presupposto per un loro utilizzo razionale, sia esso legato alla produzione di energia, all’alimentazione animale o ad altri scopi.
- Come l’innovazione proposta e sviluppata nel progetto 2ndlife conduce alla valorizzazione economica dell’agrobiodiversità e della multifunzionalità dell’impresa agricola?
Nel progetto 2ndLife è possibile ravvisare una significativa ricaduta all’interno della Tematica 4 della misura 16.2 del PSR 2014-2022, relativamente alla multifunzionalità dell’azienda agricola, dato che l’attività di allevamento di insetti proposta è anche una potenziale nuova attività dell’azienda agricola stessa che, pertanto, si apre a nuove prospettive nell’ambito della diversificazione delle produzioni aziendali. A questo proposito, il progetto prevede anche delle specifiche valutazioni di tipo economico. Relativamente all’agrobiodiversità, si tenga presente che l’allevamento degli insetti per la produzione di proteine per l’alimentazione umana e animale, a differenza degli altri allevamenti animali, ha un livello di sostenibilità elevato e può contribuire in modo sostanziale al raggiungimento, più in generale, degli obiettivi fissati dall’agenza ONU per lo sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030.
- Il Centro di Ricerche Agroambientali “E. Avanzi” dell’Università di Pisa è da sempre coinvolto in diversi progetti di ricerca finanziati sul PSR della Regione Toscana. Quanto è importante e strategico investire sull’innovazione nel settore agricolo e agroalimentare?
Il CiRAA “E. Avanzi” è il centro sperimentale agro-zootecnico di maggiore estensione in Italia e uno dei più vasti d’Europa. Tutte le ricerche condotte presso il CiRAA sono in massima parte finanziate da progetti di tipo regionale, nazionale e internazionale e i principali temi di ricerca vertono principalmente sull’innovazione del comparto agricolo e agroalimentare. Infatti, sono in corso prove di medio-lungo periodo su sistemi di coltivazione a basso uso di input esterni, lavorazioni del terreno, cover crops, protezione delle colture, agricoltura biologica, meccanizzazione, allevamento animale, qualità dei prodotti alimentari, biomasse e bioenergie. Riteniamo strategico potenziare gli investimenti pubblici nel settore agricolo e agroalimentare, nell’ottica di trasferire al mondo agricolo tecniche e pratiche sempre più innovative ed ecosostenibili, per implementare la resilienza degli agro-ecosistemi e la salvaguardia dell’ambiente e della salute del consumatore.
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